mercoledì 6 marzo 2024

L'OSSERVATORIO CIVICO DI SIRACUSA INCONTRA L'ORDINE DEI MEDICI

 L’Osservatorio Civico di Siracusa, che nei pochi mesi di vita ha già raggiunto un ragguardevole numero di importanti e qualificate adesioni, sia di singoli che di enti ed associazioni, ha chiesto di potersi confrontare con il presidente dell’Ordine dei Medici, Anselmo Madeddu, affermato professionista che da anni svolge peraltro ruoli di assoluto rilievo nella gestione della sanità pubblica provinciale. Per l’Osservatorio erano presenti il presidente Salvo Sorbello, la sua vice Donatella Lo Giudice e il coordinatore del comitato tecnico-scientifico Franco Cirillo. 

La lezione della pandemia è servita a rendere ancora più centrale ed evidente il ruolo nevralgico rivestito dalla sanità, in particolar modo in una provincia come la nostra, che vede crescere a vista d’occhio l’età media dei suoi abitanti, tanto che il 25% della popolazione ha già superato i 65 anni. Il covid ha dimostrato che la salute non è una condizione esclusivamente individuale, ma un bene comune, perché siamo interdipendenti ed è stato correttamente affermato che ogni azione mirante a tutelare la salute è egoistica ed altruistica insieme, in quanto porta vantaggi al singolo e agli altri. 

Tema centrale dell’incontro non poteva che essere la realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa. Sia gli esponenti dell’Osservatorio Civico che il presidente dell’Ordine dei Medici hanno convenuto che il nuovo ospedale deve essere fondato su criteri e modelli che tengano conto di tutte le innovazioni digitali, creando, al contempo, ambienti di lavoro  e di cura accoglienti e ospitali.

In questo contesto l’idea che ampi strati della società civile e l’ordine professionale dei medici condividano concrete azioni comuni per affermare il diritto alla salute di tutti i cittadini, a partire dal servizio sanitario nazionale, potrebbe risultare a Siracusa davvero vincente, perché proprio il livello di salute e di benessere della popolazione è il primo indicatore da guardare per garantire un futuro migliore alla società. 

Dall’incontro tra Osservatorio Civico e Ordine dei Medici scaturirà probabilmente un serio programma di lavoro articolato e concreto, con l’obiettivo di monitorare l’iter di realizzazione del nuovo nosocomio e, ove possibile, fornire un contributo per raggiungere l’obiettivo di dotare Siracusa di strutture sanitarie adeguate ai sempre maggiori e mutati bisogni della popolazione e rispondenti ai cambiamenti economici, sociali e sanitari. 

Dopo decenni di attesa e alla luce anche della preoccupante vetustà degli edifici dell’ospedale esistente, è indispensabile poter avere al più presto un'infrastruttura sanitaria adeguata.

I VESCOVI SICILIANI E I RISCHI DELL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA PER LA SICILIA

 I Vescovi delle diocesi siciliani tornano ad intervenire in merito alla proposta di legge sull’Autonomia differenziata, attualmente in discussione alla Camera dopo l’approvazione in Senato. 

E non è la prima volta che lo fanno: già nel maggio dello scorso anno avevano presentato delle osservazioni, tramite il Vescovo mons. Marciante, delegato per la Pastorale Sociale. Gli stessi vertici della CEI, con il Presidente Card. Zuppi, hanno più volte manifestato serie perplessità, che sono state evidenziate nei giorni scorsi anche a Siracusa, in un importante confronto tra varie, autorevoli voci.

I vescovi siciliani ora sottolineano, molto opportunamente, come ci siano ancora degli importanti aspetti da affrontare e risolvere, “specialmente in riferimento alla particolare autonomia di cui gode la Sicilia, essendo una regione a Statuto speciale ma che non ha visto ancora non del tutto attuato quanto contemplato in esso”.  

A tal proposito è bene ricordare che proprio nel cattolicesimo sociale si trovano i fondamenti dell’autonomia degli enti locali, all’interno di un’articolazione organica dello Stato. Basti pensare a don Luigi Sturzo, alla sua battaglia per “un sano e vero regionalismo”, che trova fondamento nel principio di sussidiarietà, basilare pilastro della Dottrina sociale della Chiesa.  “È tempo oramai - scriveva don Sturzo nel 1901 - di comprendere che gli organismi inferiori dello stato (regione, provincia, comune) non sono semplici uffici burocratici o enti delegati, ma hanno e devono avere vita propria, che corrisponda ai bisogni dell'ambiente, che sviluppi le iniziative popolari, dia impulso alla produzione ed al commercio locale. Così solamente la questione del nord e sud piglierà la via pratica di soluzione, senza ingiustizie e senza odii e rancori”.

I vescovi siciliani evidenziano ora le “incertezze che attengono ai rapporti finanziari, alle risorse economiche, a fronte di un Sud del Paese che ha un enorme bisogno di risorse e che ha problemi strutturali storici che andrebbero risolti, attraverso un percorso reale, fattivo ed in tempi brevi capace di assicurare una risposta unica, certa e definitiva”. Ed ancora i vescovi sottolineano le criticità ancora esistenti in ordine alla determinazione dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni).  

“Territori maggiormente produttivi avrebbero introiti maggiori di altre realtà territoriali con una produttività storicamente ridotta e ciò trasformerebbe la differenziazione in diseguaglianza, con l'evidente rischio di colpire concretamente la coesione dei territori mettendo in grave pericolo l'unità nazionale. Infine non v’è traccia di fondo perequativo di solidarietà nazionale che permetta di riequilibrare le forti disomogeneità territoriali. Fino a che le regioni del meridione non raggiungono, con un fondo dedicato, almeno la media della capacità fiscale nazionale per abitante, non si può affrontare per nessuna regione il tema dell’autonomia differenziata a meno che non si preveda un fondo di solidarietà nazionale vincolato a sanare le disparità delle capacità fiscali territoriali, le cui risorse vengono distribuite con funzioni, sia di compensazione delle risorse attribuite in passato, sia di perequazione. Anche la riduzione del cosiddetto “fondo complementare” da 4 miliardi e 400 milioni di euro, a poco più di 700 milioni di euro rappresenta un ulteriore rischio per le regioni più povere. La Sicilia si trova immersa in questo scenario che potrebbe vedere uno Stato “arlecchino” con 20 regioni con profili istituzionali uno diverso dall’altro. Sulle 23 materie ogni regione potrà scegliere quali avocare a sé e quali no. 

Secondo degli studi fatti dalla Ragioneria Generale dello Stato, la Sicilia perderà 1 miliardo e 300 milioni di euro circa l’anno: un impatto disastroso per una economia già in grande sofferenza. 

Ricordiamo però che la Sicilia ha già dal secolo scorso una sua specialità, che è molto più rilevante della differenziazione. Bisogna rammentare gli artt. 36,37 e 38 dello Statuto della Regione Siciliana. A tale potente strumento, si aggiunge anche il comma 5 dell’art. 119 Cost. inserito dall'art. 1, comma 1, della legge costituzionale 7 novembre 2022, n. 2 che riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità. 

Quindi, oltre che rilevare ciò che di critico esiste nell’attuale riforma, la classe dirigente politica siciliana dovrebbe chiedere al governo nazionale l'attuazione completa dello statuto e non sprecare le risorse in dotazione, in tal modo sarebbe avviato un percorso di superamento delle criticità portate dalla riforma sull’autonomia differenziata.  Le fondate superiori preoccupazioni rappresentate, siano intese quale stimolo per reagire agli squilibri strutturali ed economici fortemente presenti nel meridione e che potrebbero portare a colpire in modo grave l'unità nazionale in favore di preoccupanti spinte secessioniste istituzionalizzate”.

                       Salvo Sorbello - Presidente provinciale Forum Associazioni Familiari


mercoledì 24 gennaio 2024

Il miracolo del 9 gennaio 1763 quando S. Lucia salvò Siracusa

 Il miracolo del 9 gennaio 1763

quando S. Lucia salvò Siracusa

L’arrivo di sei vascelli carichi di viveri

di Salvo Sorbello


Bastimentu ubbrigatu

u ventu ca nni l’ha purtatu

E si nun fussi ppi Lucia amurusa

fussimu subbissati a Sarausa

Un evento miracoloso simile a quello, molto più conosciuto, del maggio 1646, si è

ripetuto, secondo Giuseppe Maria Capodieci, presbitero ed archeologo siracusano, il

9 gennaio 1763.

Anche in questo caso, per intercessione della nostra Santa Patrona, i siracusani, che

avevano invocato il suo intervento, riuscirono a venir fuori da un’altra, devastante

carestia.

Addirittura, i viveri furono così abbondanti che Siracusa decise generosamente di

distribuirli anche a città siciliane vicine.

Nel suo “La vita, martirio e culto di Santa Lucia””, Capodieci, uno dei più importanti

studiosi della storia e dell’archeologia siracusane, così scrisse: “Occorre in

quest’anno (1763) una grande carestia sino al 9 gennaio, in cui suole esporsi il

Simulacro di S. Lucia, per la commemorazione del terremoto del 1693.

Nel farsi al solito la predica, esce di bocca al predicatore che S. Lucia poteva

provvedere al suo popolo col mandare qualche bastimento carico di grano.

In effetti, il giorno dopo, arriva dall’Oriente nel porto una nave carica di frumento e

sul tardi un bastimento, che era stato noleggiato dal Senato; poscia un vascello

raguseo, seguito ancora da altri tre, sicché Siracusa, con tale abbondanza che

appare a tutti miracolosa, può provvedere molte altre città e terre di Sicilia.

Il padrone di una delle dette navi dichiarò che non aveva intenzione di entrare in

questo porto, ma vi fu obbligato dai venti e seppe che era in Siracusa dopo aver

gettato l’ancora; aggiungendo che, appena entrato in porto, si era guarito di una

malattia agli occhi che lo tormentava da qualche tempo”.

La cuccia e Sant’Antonio Abate

Secondo alcuni fu anche dopo questo evento miracoloso che si diffuse l’usanza della

cuccia, anche se, come ricorda Antonino Uccello, questo cibo si suole preparare a

Canicattini Bagni e a Palazzolo Acreide il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio abate. E

il legame con il santo monaco è testimoniato dalla presenza, in tutte le chiese a lui

intitolate (Avola, Canicattini Bagni, Palazzolo Acreide) di una presenza di santa

Lucia: una statua, un altare, un dipinto. E’ comunque certo il carattere propiziatorio


della cuccia, che veniva servita condita e che era sparsa “nelle stalle, sui davanzali e

sui tetti perché tutti gli animali se ne potessero

NON SERVONO NOSTALGIE, MA CREDENTI “LIBERI E FORTI”

 NON SERVONO NOSTALGIE, MA CREDENTI “LIBERI E FORTI”

Riuscito il convegno sul ruolo dei cattolici in provincia di Siracusa

Il convegno sul ruolo dei cattolici nella nostra realtà locale si è svolto, con una

apprezzabile partecipazione di pubblico, presso la Fondazione Sant’Angela Merici.

E’ stato introdotto Salvo Sorbello, presidente del Forum delle Associazioni Familiari

della provincia di Siracusa, il quale ha sottolineato come, in un tempo nel quale la

politica sembra prigioniera di un arido presente, orfana di tradizione, di legami con la

storia, di radici culturali, incapace di trovare nel passato ragioni di futuro, valga

sicuramente la pena di ripartire dalla Dottrina Sociale della Chiesa.

Salvo Sorbello ha pure evidenziato la concomitanza di alcuni anniversari importanti: i

105 anni dall’Appello ai Liberi e Forti di don Luigi Sturzo, i 120 anni dalla nascita a

Pozzallo, allora in provincia di Siracusa di Giorgio La Pira, gli 80 dalla fondazione

Democrazia Cristiana in Sicilia, ed ha ricordato le limpide figure di Giuseppe Agnello

e Giovanni Palladino, coerenti seguaci di Sturzo.

Nella sua relazione don Salvatore Spataro, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze

Religiose San Metodio, ha sottolineato come l'esistenza morale sia risposta

all'iniziativa d'amore del Signore. “La persona non può essere finalizzata a progetti di

carattere economico, sociale e politico imposti da qualsivoglia autorità, sia pure in

nome di presunti progressi della comunità civile nel suo insieme o di altre persone,

nel presente o nel futuro”.

Dopo gli interventi di Pino Malandrino, direttore del periodico della Diocesi di Noto

“La Vita Diocesana” e di Gianni Failla, vice-direttore di Cammino, settimanale

dell’Arcidiocesi di Siracusa, ha avuto luogo un confronto ampio ed articolato, con la

partecipazione di Michele Mangiafico, Raffaele Gentile, Nicola Garozzo, Massimo

Milazzo, Nicolò Saetta ed è stato concluso da Gianmarco Lo Curzio, che ha

sottolineato come “la politica sia in affanno e non garantisce indispensabili spazi di

dialogo e di integrazione. Il prevalere di interessi economici di pochi esaspera le

ingiustizie sociali. Il passato, la grande storia della democrazia cristiana definiscono

certamente il solco del nostro cammino,la direzione di marcia, il senso stesso del

nostro viaggio”.

Al convegno hanno presenziato, tra gli altri, Nitto Brancati, Titti Bufardeci, Annalisa

Romeo, Giancarlo Confalone, Antonio Bianca, Donatella Lo Giudice, Franco Cirillo,

Angelo Greco, Pierluigi Chimirri, Pier Francesco Rizza, Orazio Mezzio.

L’OSSERVATORIO CIVICO ISTITUISCE UNA COMMISSIONE TECNICO/SCIENTIFICA PER IL NUOVO OSPEDALE DI SIRACUSA

 L’Osservatorio Civico di Siracusa nelle scorse settimane è più volte intervenuto per sollecitare la nomina del nuovo commissario straordinario e l’integrazione dei fondi per il nuovo ospedale di Siracusa. 

L’incomprensibile ritardo per questa nomina causa ulteriori, gravi ritardi, e non si dispone ancora dei finanziamenti (almeno 147 milioni di euro), che devono aggiungersi ai duecento milioni già disponibili. 

L’Osservatorio Civico ha anche chiesto di essere ricevuto dal Prefetto, nella sua qualità di rappresentante del Governo nazionale. La nomina del commissario compete infatti al presidente del consiglio dei ministri, di concerto con il presidente della Regione Siciliana. 

Intanto, l'Osservatorio, che registra sempre nuove, qualificate adesioni, sia di singoli che di associazioni ed enti, procede nella sua azione di monitoraggio puntuale dell’iter relativo alla progettazione e alla realizzazione del Nuovo Complesso Ospedaliero della Città di Siracusa.

A tale scopo, il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello, insieme alle componenti del direttivo Donatella Lo Giudice e Stefania Salvo, hanno insediato nei giorni scorsi la commissione tecnico-scientifica, che è presieduta dal dott. Franco Cirillo, già sindaco di Siracusa e primario ospedaliero, attualmente  presidente  della Scuola Euromediterranea di Medicina Riabilitativa. 

Gli altri componenti sono l’ing. Sebastiano Floridia, già presidente dell’ordine degli ingegneri di Siracusa e coordinatore della rete delle professioni tecniche, Giacomo Caravello, che vanta un’ampia esperienza come coordinatore lavori e gestione imprese in Versalis, Eni Group,  e l’arch. Francesco Pappalardo, già presidente dell’ordine degli architetti e presidente del Comitato Unitario Permanente Ordini e Collegi Professionali di Siracusa. 

“Siracusa al momento è l’unico capoluogo della Sicilia a non disporre di un ospedale nuovo - dichiara il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello - Doveva essere realizzato entro il 2022, con procedure snelle e veloci come quelle adottate per la ricostruzione del ponte di Genova, ma ancora non siamo certo vicini alla posa della prima pietra. Come Osservatorio Civico di Siracusa monitoriamo la situazione,  sollecitiamo la nomina del nuovo commissario, figura che manca da quasi tre mesi, ed intanto proseguiamo nell’approfondimento dei vari aspetti connessi alla realizzazione dell’Ospedale, che ogni giorno di più appare indispensabile ed urgente. Sarà importante affrontare per tempo ed in maniera efficace diversi aspetti essenziali. Penso, ad esempio, ai trasporti: come si arriverà alla nuova struttura, che si trova a venti minuti di automobile da Ortigia o dalla Mazzarrona?”. 


giovedì 28 dicembre 2023

Oggi l’anniversario del terremoto più devastante del ‘900 in Italia. La protezione di S. Lucia su Siracusa

 di Salvo Sorbello

Oggi ricorre l’anniversario della più grande catastrofe sismica che colpì l'Italia del secolo scorso. 

Il  28 Dicembre del 1908  un devastante terremoto, di magnitudo superiore a 7, colpì l'Italia meridionale, soprattutto la zona dello Stretto di Messina,  provocando decine di  migliaia di vittime e gravissimi danni.

Il  terremoto aveva avuto il suo epicentro in mare e  fu così potente da generare delle altissime onde di tsunami,  anche di più di tredici metri in alcune località e che  dopo soli cinque - dieci minuti raggiunsero violentemente le coste, provocando i maggiori disastri .

Si pensi che il maremoto raggiunse anche l'isola di Malta, dove circa un’ora dopo la scossa il livello del mare si abbassò per circa 1,20 metri, per poi innalzarsi di 1,50 metri sopra il livello medio, allagando il pianterreno di case e negozi situati vicino al mare e furono molte le barche da pesca ad essere  trasportate sulla spiaggia.  Ovviamente lo tsunami raggiunse anche la nostra città e nelle prime ore del mattino il piazzale dove poi fu costruito il Palazzo delle Poste fu letteralmente  invaso dal mare. L’esposizione del Simulacro di Santa Lucia  che viene fatta per tutta la mattina intende ricordare proprio questo evento: si decise, infatti,  di portare subito sul luogo, in pellegrinaggio penitenziale, il simulacro della Santa,  per invocare la protezione della Patrona sulla città. Il mare cominciò a ritirarsi e, per ricordare l’evento, l’anno successivo venne realizzata un’edicola votiva, che si trova proprio in Riva della Posta e dove oggi la Deputazione deporrà un omaggio floreale. 



martedì 26 dicembre 2023

CLASSIFICA NAZIONALE BENVIVERE

 Nella classifica nazionale del BenVivere,Siracusa guadagna due posti, ma resta sempre nelle ultime posizioni, passando dal 97mo al 95mo posto. 

È questo il verdetto del Rapporto sul BenVivere delle Province Italiane 2023, presentato in questi giorni al Festival dell’Economia Civile a Firenze.

La prima in classifica delle siciliane è Ragusa, che si piazza al 64 posto, ben trentuno posizioni più avanti di Siracusa.

Il Rapporto mostra comunque un generale peggioramento su tutto il territorio nazionale. Sono infatti parecchi i parametri che, sulla base dei criteri dell’economia civile, che individua come calcolare il benessere di un Paese (da quello  della generatività fino a quello della partecipazione attiva dei cittadini), non hanno fatto registrare una performance positiva.

Siracusa è in ogni caso coinvolta in un quadro negativo per il Sud. Non dimentichiamo che per tornare al Pil del 2008, anno di inizio della Grande recessione, mentre  l’intero Paese lo ha già fatto nel 2022, al Mezzogiorno mancano ancora ben sette punti percentuali per raggiungere il livello di benessere materiale di quattordici anni fa.

Peraltro, secondo i curatori del Rapporto, neppure la crescita del Pil non garantisce meccanicamente la felicità delle persone, intesa come soddisfazione e ricchezza di senso del vivere. 

Il rapporto sul Benvivere valuta ben 77 indicatori, che vanno dalla demografia alla cultura, dall’accoglienza all’ambiente, dalla salute alla legalità.

A consentire ad alcune province di avere un forte miglioramento sono stati essenzialmente i servizi per la persona e gli indicatori di demografia e famiglia, mentre le realtà peggiori sono state penalizzate dai dati relativi all’Impegno civile e alla sicurezza.

La classifica, evidenziano i curatori, “mette in risalto come la creazione di imprese che generano lavoro degno, la nascita di organizzazioni sociali, lo sviluppo di attività culturali e sportive, diano contenuto e senso all’esistere e alla sua dimensione relazionale, migliorando le diverse dimensioni del benessere e del ben-vivere. Nei nuovi indicatori di benessere multidimensionale, sviluppati negli ultimi decenni, la creazione di beni e servizi resta senza dubbio un aspetto importante perché il valore economico dei beni prodotti e venduti ci dice della nostra capacità di creare occupazione e ricchezza economica che ci consente di pagare i debiti pregressi. Ma le parti sociali del nostro Paese identificano una serie di dimensioni chiave per la qualità della nostra vita come salute, istruzione, qualità del paesaggio, ecosistema, qualità della vita di relazioni, efficienza dei servizi, qualità del mercato del lavoro e sicurezza”. 

 

Salvo Sorbello