domenica 25 maggio 2025

SERVE TRASPARENZA PER IL NUOVO OSPEDALE CHE E’ DI TUTTI GLI ABITANTI DELLA PROVINCIA DI SIRACUSA

 “Il parere espresso dall’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nella seduta dell’8 aprile scorso in merito al progetto definitivo relativo alla realizzazione del nuovo complesso ospedaliero di Siracusa, va analizzato in maniera chiara, trasparente, tenendo conto di tutti i riflessi che un’opera del genera provoca per la nostra realtà provinciale.

Abbiamo sempre sostenuto - dichiarano il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello, i due vice Donatella Lo Giudice e il coordinatore tecnico-scientifico Franco Cirillo - e lo confermiamo in maniera ancora più convinta ora, che il Nuovo Ospedale di Siracusa è di tutti i cittadini, appartiene a tutti coloro, abitanti di Siracusa e della sua provincia  che per tanti anni sono stati penalizzati da strutture sanitarie non all’altezza. 

Le 33 pagine del parere espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici riguardano, in maniera ovviamente dettagliata e puntuale, tutta una serie di aspetti che vanno dal cronoprogramma, al quadro economico, agli aspetti urbanistici e a quelli architettonici e relativi all’edilizia ospedaliera e sociosanitari, nonché geologici, idrologici e idraulici, ambientali, archeologici, sismici oltre a quelli strutturali. 

Riteniamo di fondamentale importanza che tutta la comunità provinciale, a partire dai sindaci, dai consigli comunali, dagli ordini professionali, dalla società civile, dal volontariato siano al corrente delle scelte che verranno prese e che incideranno sulla tutela della salute di ciascuno di noi e di chi verrà dopo di noi. 

Le 33 pagine del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dovrebbero quindi - concludono Salvo Sorbello, Donatella Lo Giudice, Alberto Leone e Franco Cirillo -  senza che questo comporti ulteriori perdite di tempo (se ne è già perso troppo in tutti questi anni) essere oggetto di veloce ma responsabile approfondimento, per evitare che, eventuali errori, possano poi comportare quei ritardi inaccettabili che stiamo purtroppo verificando in merito ad altre importanti opere pubbliche a Siracusa”.


UN IMPORTANTE PASSO AVANTI VERSO L’EFFETTIVA INCLUSIONE DEGLI STUDENTI CON DISABILITA’ E CONTRO IL BULLISMO

 Un importante passo avanti sulla strada dell’effettiva inclusione degli alunni con disabilità e della lotta al bullismo è stato fatto a Siracusa, dove è stato sottoscritto un innovativo protocollo d’intesa tra la dirigente scolastica del Liceo Corbino, scuola polo del Centro Territoriale di Supporto, Lilly Fronte ed il presidente dell’Osservatorio Civico e del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp di Siracusa, Salvo Sorbello. 

I Centri Territoriali di Supporto sono qualificate istituzioni scolastiche di riferimento per la consulenza, la formazione, il collegamento e il monitoraggio a supporto dei processi di inclusione, nonché per lo sviluppo, la diffusione e il  miglior utilizzo di ausili, sussidi didattici e di nuove tecnologie per la disabilità. Con la sottoscrizione del protocollo tra Lilly Fronte e Salvo Sorbello si intende procedere verso la creazione di una rete di solidarietà più ampia nei confronti delle persone fragili, troppo spesso lasciate sole e con pochi strumenti per tutelarsi. 

L’obiettivo è quindi  quello di promuovere la collaborazione tra scuole, enti locali, servizi sanitari del territorio, associazioni e altri attori attivi nel territorio, per favorire l'inclusione, così da operare in modo sinergico con la realtà locale a beneficio della comunità scolastica. 

Proprio per questo, alla firma del protocollo erano presenti, oltre alla vice presidente e alla segretaria dell’Osservatorio Civico, rispettivamente Donatella Lo Giudice e Cetty Moscatt, Lavinia Lo Curzio e Alessia Di Trapani, che coordinano la commissione per le attività culturali e sociali dell’Osservatorio. A testimoniare l’importanza del momento c’erano anche Maria Concetta Storaci, segretaria dell’Ordine regionale degli Assistenti sociali, Giancarlo Pavano, esperto di ANCI Sicilia per le Politiche Giovanili, Lisa Rubino, presidente del CoProDis (Coordinamento Provinciale Disabilità) e lo psicologo già dirigente Asp Alfonso Nicita.


La Fondazione S. Angela Merici è veramente un'Opera di Chiesa" o meglio, è la "Chiesa all'opera"!

 Ho avuto l’occasione di parlare con diversi protagonisti dell’incontro con Papa Francesco del 6 aprile dello scorso anno, in occasione dei 50 anni di fondazione. E in tutte le loro testimonianze ho colto come il filo conduttore è stato costituito dalla gratitudine per le parole del Santo Padre, che ha voluto sottolineare la predilezione della Madonna per Siracusa e la bellezza della missione portata avanti dalla Fondazione in questi decenni, superando difficoltà di ogni tipo (basti ricordare gli anni della pandemia) per stare sempre dalla parte degli ultimi, delle persone fragili. 

E ha fatto bene la Fondazione Sant’Angela Merici  a ricordare in questi giorni la figura di Francesco con una cartolina che riproduce il testo del discorso del Papa e l'opera pittorica realizzata dall'artista Angelo Moncada, con il volto di Francesco e del Fondatore Monsignor Salvatore Gozzo e raffigura in sintesi tutti i servizi erogati dalla Fondazione Sant’Angela Merici nei diversi centri in cui opera.

"La Fondazione S. Angela Merici è veramente un'Opera di Chiesa" o meglio, è la "Chiesa all'opera"! Che non si ferma, non si può fermare e non si vuole fermare, per essere ogni giorno all'altezza di rispondere ai bisogni di tutte le Persone che bussano alle nostre porte, senza distinzione alcuna, a partire proprio dai più fragili e deboli" ha detto don Alfio Li Noce, presidente del consiglio di amministrazione. "Nelle strutture della nostra Fondazione, la Persona non è solo accolta, curata o guarita: ma è "rigenerata" con amore, per amore! La Fondazione, in tutte le sue strutture, è uno "spazio di amore" in cui si accoglie e si solleva l'uomo, senza distinzione di religione, razza, sesso, età o ceto sociale. Il servizio e l'impegno quotidiano che la Fondazione S. Angela Merici mette in atto è espressione del coinvolgimento di tutti e cerca sempre di coniugare: scientificità e umanità, efficacia ed efficienza, economicità ed etica, didattica e ricerca, intelligenza e volontà, azione e fede.Tutta l'azione della Fondazione è finalizzata ed ha come unico obiettivo quello di rimettere al centro quei "Piccoli" che tendono a noi mani, sguardi, cuori o che semplicemente vengono consegnati a noi in un corpo segnato pesantemente dal limite fisico e mentale o da una condizione di vita particolare. Vivendo tutti i giorni con questi fratelli, impariamo quanto è importante "aiutare" affrontando le reali difficoltà, per proporre nella concretezza gesti e azioni che rispondono ad un'economia in cui prevale l'uomo e la persona sul capitale, un'economia che metta sempre al centro la persona, non il profitto. Si tratta di condividere non qualcosa, ma tutto ciò che siamo, tutto ciò che abbiamo, nella consapevolezza che condividiamo con i fratelli che incontriamo nel cammino, quanto il Buon Dio ci ha donato. E proprio Lei, Papa Francesco, con il Suo magistero, ci sospinge in questa direzione: tutti siamo fratelli e siamo chiamati ad investire in servizio, in amicizia, in attenzioni e soprattutto nell'andare incontro all'altro, chiunque esso sia! Nelle nostre strutture, abbiamo la possibilità di sperimentare la soddisfazione e la gratitudine di quanti vi approdano temporaneamente o stabilmente, per trovare non solo cure, ma anche amicizia, ristoro, sostegno e protezione".

Voglio anch’io ricordare come Francesco ribadiva, in ogni occasione, andando controcorrente,  la sua difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, la sua ferma condanna della cultura dello scarto, la necessità che quanti sono più fragili meritano di ricevere più attenzioni, più cure, più affetto, perché tutti hanno diritto a un futuro.

                              Salvo Sorbello - presidente del Forum delle Associazioni Familiari


TORNARE A STURZO

 

 TORNARE A STURZO di Salvo Sorbello

Da tanti anni ormai, da quando suoi concittadini come Peppino Azzaro e siracusani suoi seguaci, come Corrado Piccione, Neli Reale e don Alfio Inserra, mi hanno fatto conoscere ed apprezzare le sue opere, la sua instancabile attività di sacerdote in favore del nostro Paese e della libertà, don Luigi Sturzo è diventato per me qualcosa di più di un grande pensatore, di un autorevole uomo politico.

Posso serenamente affermare che don Sturzo, per il suo illuminante senso etico, per il suo limpido amore per la verità, ha rappresentato e rappresenta per me il maestro da interrogare anche per gli eventi della vita quotidiana. Ha scritto giustamente Oscar Luigi Scalfaro che "solo pensando a don Sturzo si è spinti, si deve essere spinti, a profondo esame di coscienza".

Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Sturzo, se non altro per ragioni anagrafiche. Tuttavia, sono innumerevoli le occasioni in cui mi sono fiduciosamente rivolto a lui come ad un padre spirituale, ad una guida morale, per riceverne consigli, indicazioni, suggerimenti per problemi di svariata natura, sia politica sia personale. Ed è proprio la straordinaria unione tra la concretezza del politico e la chiarezza dell'uomo di pensiero, che più colpisce quanti si accostano alla figura di don Luigi Sturzo.

Egli ci ha insegnato che se ci si trova davanti a problemi riguardanti la collettività, il bene comune, se si è chiamati ad una responsabilità e si pensa di potere, in tale responsabilità, essere utile alla comunità, non ci si può sottrarre, anche se dallo svolgimento di questi incarichi non deriverà altro che sofferenze, perdite economiche, sacrifici degli affetti familiari. E come ha acutamente evidenziato Marco Vitale, Sturzo ha testimoniato questo suo comandamento morale non con semplici parole ma con l'azione di tutta la sua vita, facendoci vedere che è possibile un retto uso del potere. Sturzo non fuggiva al potere, anzi lo cercava, non per sé ma per servire un'idea sociale e politica, lo cercava come atto di responsabilità, di servizio, come strumento per realizzare. Per una lunga parte della sua vita è stato del potere, comandando, guidando ed esercitando una forte influenza. "Ma io non so ricordare - continua Vitale - un solo episodio dove l'esercizio del suo potere sia stato al servizio di qualcosa di diverso del bene comune: il potere posto quindi al servizio della responsabilità e non di se stesso".

"Troppe liti sull'eredità di don Sturzo", ha scritto Pietro Scoppola sul "Messaggero" di qualche giorno fa.

Ma giustamente Gabriele De Rosa evidenzia che nessun partito può, ai nostri giorni, proclamarsi erede pieno ed esclusivo del sacerdote di Caltagirone. Anzi, la ragione vera dello scarso peso politico dei partiti dell'area cattolica sta nel non aver interpretato ed attuato correttamente il popolarismo sturziano. Sturzo è ancora un profeta inascoltato e proprio alla luce del suo insegnamento ci si rende conto come sia necessario rivedere l'ormai superata forma-partito, visto che quella attuale degenera spesso in partitocrazia (una delle tre malebestie condannate da Sturzo), per cui i soggetti principali non sono i cittadini ma organigrammi impersonali, lontano dai problemi e dal sentire della gente e che esercitano il potere in maniera verticistica.

Ci lascia comunque ben sperare che si parli di Sturzo, che ci si contenda il titolo di seguace del suo pensiero. Molti ricorderanno la risposta assi risentita di Berlusconi a quanti lo accusarono di voler strumentalizzare il sacerdote calatino, di non essere sincero quando sostenne di essere ispirato al patrimonio ideale strurziano al momento di fondare Forza Italia.

Una cosa appare in ogni modo certa, al di là delle polemiche: Sturzo è vivo ed attuale, dopo quarant'anni dalla sua morte. "Senza economia di mercato non c'è libertà politica" affermava Sturzo e ora anche Veltroni si dice d'accordo!

Bisogna quindi tornare a Sturzo ed è necessario farlo non per seguire la moda, oggi in voga, di proclamarsi, a parole, alfieri dell'antistatalismo e del liberalismo. Siamo tutti sturziani e tutti liberali! Anche se per verificare la veridicità di tante "solenni" affermazioni, che puzzano tanto di opportunismo, basterebbe ricordare che, per quanto riguarda la scuola, l'Italia è il Paese più statalista d'Europa, mentre Sturzo ammoniva: "finché la scuola italiana non sarà libera, gli italiani non saranno liberi".

Nonostante qualche battuta d'arresto il bipolarismo andrà sempre più affermandosi ed in tale contesto un ruolo essenziale potrebbero avere i "neo-popolari" sturziani che, proponendosi di rendere ancora vivo ed attuale l'Appello agli "uomini liberi e forti", intendano battersi per garantire l'ideale e l'identità del popolarismo riformista d'ispirazione cristiana, per cercare di colmare la preoccupante frattura, prodotta dalla partitocrazia, tra istituzioni, partiti e cittadini.

Noi torniamo a Sturzo perché siamo attratti dalla forza delle idee e dei suoi valori, ancora straordinariamente attuali, perché vogliamo sentirci meno soli, ma più liberi e più forti sul difficile cammino della ricostruzione morale e politica del Paese.



Protocollo d’intesa tra il Centro Territoriale di Supporto di Siracusa e l'Osservatorio Civico

 

Oggi la Giornata del Sollievo

 Oggi la Giornata del Sollievo, per aiutare chi non può guarire da una malattia ma va comunque assistito come prevedono le leggi.

“Portare sollievo” è uno dei primi obiettivi delle cure palliative, rivolte a coloro non possono “guarire” da una malattia, ma hanno il diritto a essere comunque assistiti.
Ma il bisogno della popolazione è tuttora coperto in misura ancora limitata, in Sicilia solo al 23%.
Anche a Siracusa, dove possiamo contare su personale sanitario di alto livello, c'è ancora tanto da fare per garantire a tutti il diritto all'assistenza.

giovedì 22 maggio 2025

SUPERARE I DIVARI TRA I SISTEMI SANITARI - SIRACUSA AL 104mo POSTO PER SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA

 Il presidente della Repubblica Mattarella è intervenuto ieri, ribadendo che per quanto riguarda la sanità «sono necessarie una strategia unitaria e la collaborazione tra le istituzioni per superare gli intollerabili divari tra i diversi sistemi sanitari regionali e per garantire una copertura universale e un accesso uniforme alle prestazioni sull’intero territorio della nostra Repubblica. Obiettivi irrinunciabili del Servizio sanitario nazionale». 

“Parole chiare, inequivocabili - dichiara il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello - e ricordiamo a tal proposito come in Sicilia non siano garantiti ai cittadini i livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea), le prestazioni e i servizi sanitari che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini. La nostra regione non raggiunge infatti la soglia della sufficienza, fissata in 60, nell’area della prevenzione (46,55) e in quella distrettuale (50,45) e la supera di poco, con 69,11, nell’area ospedaliera”.

“Fino a quando sarà accettabile che in Italia, a secondo della fortuna di dove si nasce, vi sia una aspettativa di vita (il numero di anni che mediamente una persona può attendersi di rimanere in vita) che può arrivare a quasi quattro anni di differenza? Se nasci a Siracusa hai una speranza di vita di 81,6 anni, di gran lunga inferiore rispetto a realtà come Firenze (84,7 anni), Milano (84,4) Roma (83,7), per non parlare degli 85 anni di Trento e di Bolzano. 

Non possiamo quindi che concordare con il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta quando afferma che prevenzione e promozione della salute rappresentano i pilastri per ridurre l’incidenza delle malattie e contribuire alla sostenibilità del SSN. Ma Cartabellotta evidenzia anche come, se da un lato i cittadini sono in lista di attesa per esami diagnostici non sempre appropriati, dall’altro sono in tantissimi a non aderire ai programmi di screening organizzati. Siamo pienamente disponibili - prosegue Salvo Sorbello, che è anche presidente del comitato consultivo aziendale dell’Asp di Siracusa - a sostenere lo sforzo organizzativo per far sì che cresca la adesione agli screening: servono maggiori informazioni, strategie di comunicazione efficaci e coinvolgimento attivo dei cittadini. Perché aderire agli screening organizzati significa diagnosi precoce, trattamento tempestivo delle lesioni pre-cancerose, un numero maggiore di guarigioni definitive, meno sofferenze per i pazienti, costi minori per il SSN e, soprattutto, meno decessi per tumore.

L’obiettivo - conclude Salvo Sorbello -  deve quindi essere quello di riavvicinare la sanità ai cittadini e al territorio, fornendo risposte adeguate in termini di assistenza e cure. 

Per evitare che nei prossimi anni la longevità nostra e delle future generazioni si riduca drasticamente, occorre incrementare la spesa per la sanità, tenendo conto soprattutto dei livelli di deprivazione e dei bisogni di cura delle regioni meridionali e della Sicilia in particolare. Non dimenticando mai che Siracusa continua a rimanere l’unico capoluogo siciliano che dispone di un ospedale risalente a più di 70 anni fa”.