Ho avuto l’occasione di parlare con diversi protagonisti dell’incontro con Papa Francesco del 6 aprile dello scorso anno, in occasione dei 50 anni di fondazione. E in tutte le loro testimonianze ho colto come il filo conduttore è stato costituito dalla gratitudine per le parole del Santo Padre, che ha voluto sottolineare la predilezione della Madonna per Siracusa e la bellezza della missione portata avanti dalla Fondazione in questi decenni, superando difficoltà di ogni tipo (basti ricordare gli anni della pandemia) per stare sempre dalla parte degli ultimi, delle persone fragili.
E ha fatto bene la Fondazione Sant’Angela Merici a ricordare in questi giorni la figura di Francesco con una cartolina che riproduce il testo del discorso del Papa e l'opera pittorica realizzata dall'artista Angelo Moncada, con il volto di Francesco e del Fondatore Monsignor Salvatore Gozzo e raffigura in sintesi tutti i servizi erogati dalla Fondazione Sant’Angela Merici nei diversi centri in cui opera.
"La Fondazione S. Angela Merici è veramente un'Opera di Chiesa" o meglio, è la "Chiesa all'opera"! Che non si ferma, non si può fermare e non si vuole fermare, per essere ogni giorno all'altezza di rispondere ai bisogni di tutte le Persone che bussano alle nostre porte, senza distinzione alcuna, a partire proprio dai più fragili e deboli" ha detto don Alfio Li Noce, presidente del consiglio di amministrazione. "Nelle strutture della nostra Fondazione, la Persona non è solo accolta, curata o guarita: ma è "rigenerata" con amore, per amore! La Fondazione, in tutte le sue strutture, è uno "spazio di amore" in cui si accoglie e si solleva l'uomo, senza distinzione di religione, razza, sesso, età o ceto sociale. Il servizio e l'impegno quotidiano che la Fondazione S. Angela Merici mette in atto è espressione del coinvolgimento di tutti e cerca sempre di coniugare: scientificità e umanità, efficacia ed efficienza, economicità ed etica, didattica e ricerca, intelligenza e volontà, azione e fede.Tutta l'azione della Fondazione è finalizzata ed ha come unico obiettivo quello di rimettere al centro quei "Piccoli" che tendono a noi mani, sguardi, cuori o che semplicemente vengono consegnati a noi in un corpo segnato pesantemente dal limite fisico e mentale o da una condizione di vita particolare. Vivendo tutti i giorni con questi fratelli, impariamo quanto è importante "aiutare" affrontando le reali difficoltà, per proporre nella concretezza gesti e azioni che rispondono ad un'economia in cui prevale l'uomo e la persona sul capitale, un'economia che metta sempre al centro la persona, non il profitto. Si tratta di condividere non qualcosa, ma tutto ciò che siamo, tutto ciò che abbiamo, nella consapevolezza che condividiamo con i fratelli che incontriamo nel cammino, quanto il Buon Dio ci ha donato. E proprio Lei, Papa Francesco, con il Suo magistero, ci sospinge in questa direzione: tutti siamo fratelli e siamo chiamati ad investire in servizio, in amicizia, in attenzioni e soprattutto nell'andare incontro all'altro, chiunque esso sia! Nelle nostre strutture, abbiamo la possibilità di sperimentare la soddisfazione e la gratitudine di quanti vi approdano temporaneamente o stabilmente, per trovare non solo cure, ma anche amicizia, ristoro, sostegno e protezione".
Voglio anch’io ricordare come Francesco ribadiva, in ogni occasione, andando controcorrente, la sua difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, la sua ferma condanna della cultura dello scarto, la necessità che quanti sono più fragili meritano di ricevere più attenzioni, più cure, più affetto, perché tutti hanno diritto a un futuro.
Salvo Sorbello - presidente del Forum delle Associazioni Familiari
Nessun commento:
Posta un commento