domenica 25 maggio 2025

UNA NUOVA PROCEDURA PER I PAZIENTI CELIACI

 Sosteniamo con forza  iniziativa della nostra Asp, guidata dal direttore generale Alessandro Caltagirone - dichiara il presidente dell’Osservatorio Civico e del Comitato Consultivo dell’Azienda Sanitaria Provinciale Salvo Sorbello - che per prima in Sicilia sta attuando una procedura innovativa che prevede la  dematerializzazione dei buoni per l’acquisto di prodotti senza glutine. 

Allo scopo di facilitare l’attivazione del servizio è indispensabile, esclusivamente per i pazienti interpellati con un sms e nell’app IO, rispondere ad un questionario online e i buoni saranno caricati direttamente sulla tessera sanitaria del paziente, dotata di microchip.

Il presidente dell'Associazione Italiana Celiachia Sicilia, Paolo Baronello,  esprime la "soddisfazione di annunciare questo importante passo in avanti nella semplificazione e modernizzazione del sistema di assistenza integrativa per le persone celiache. Dopo un lungo impegno e un costante dialogo con le istituzioni, l'Associazione Italiana Celiachia Sicilia ha ottenuto un risultato fondamentale: l'introduzione della dematerializzazione del buono celiachia, che permette di accedere al buono in formato digitale, eliminando il ricorso a documenti cartacei e semplificando notevolmente le procedure per i pazienti. Con questa nuova modalità, le persone celiache potranno usufruire dei benefici a loro dedicati in modo più rapido, sicuro e pratico, riducendo notevolmente i costi per il sistema sanitario e il rischio di errori, snellendo i tempi burocratici”. 

Nella nostra provincia opera attivamente un gruppo di volontari coordinato da Consuelo Boscarino, Consigliere regionale Aic per Siracusa, Miriam Forte, che che segue  il progetto In Fuga dal Glutine, creato per le Scuole ed in particolare gli Istituti Alberghieri e dai Tutor Ristorazione Santino Privitera  e Linda Gennarino, che  curano  il progetto ristorazione nazionale AFC (Alimentazione Fuori Casa), seguendo la formazione e il monitoraggio delle attività di ristorazione (ristoranti,pizzerie,bar) per una corretta preparazione e somministrazione  dei pasti senza glutine.


SIRACUSA CONTINUA A NON ESSERE UNA CITTA’ SMART

 

“Continuiamo a non essere una città smart - dichiara il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello - Siracusa occupa soltanto l’89mo posto nella classifica nazionale su come evolvono le città italiane di fronte alle sfide di sostenibilità, digitalizzazione e inclusione”.

Secondo l’Ey Smart City Index 2025, giunto alla sua settima edizione, che traccia una mappa aggiornata dello sviluppo urbano delle 109 città capoluogo italiane misurando il livello di “smartness” attraverso 323 indicatori, valutando investimenti, infrastrutture secondo tre assi: transizione ecologica, transizione digitale e inclusione sociale, la nostra città si trova purtroppo nell’ultima parte della classifica. Vengono presi in considerazione, tra gli altri, fattori come mobilità sostenibile ed efficienza energetica e l’ambiente sostenibile, i comportamenti (auto non inquinanti, consumi energetici e produzione rifiuti, raccolta differenziata ecc). Nell’inclusione sociale, rispettivamente riqualificazione dei quartieri e attenzione alle fasce deboli e, tra i comportamenti, partecipazione dei cittadini e imprenditori giovanile, femminile e straniera.

La Transizione Ecologica valuta come le città riducono l’impatto ambientale adottando energie rinnovabili, promuovendo la mobilità sostenibile e tutelando il verde urbano per affrontare i cambiamenti climatici. La Transizione Digitale esamina il livello di digitalizzazione e innovazione, analizzando l’accesso a tecnologie avanzate, la connettività e l’implementazione di servizi pubblici intelligenti. L’Inclusione Sociale misura l’equità e la coesione, considerando l’accessibilità a servizi fondamentali, la riduzione delle disuguaglianze e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni collettive. L’attenzione al fattore «human» da parte delle città copre principalmente tre ambiti: 1. Politiche e Dinamiche Sociali, intesa come attenzione verso le situazioni di potenziale disagio; spese sociali per determinate categorie di utenti (giovani, anziani, ecc.), attenzione al bilancio sociale anche da un punto di vista formale, capacità di erogare servizi on-line anche nell’area del disagio sociale, tradizionalmente «analogica»; strutture sanitarie capillari, per facilitare l’accesso alle cure e la risposta in caso di emergenza sanitaria (anche pandemica) 2. Digital engagement, inteso come capacità di instaurare un dialogo con i cittadini attraverso i nuovi media: piattaforme digitali di partecipazione (e-democracy), strumenti di Citizen Relationship Management (dalle app di segnalazione dei disservizi alla personalizzazione dei servizi), interazione sui Social Network. 3. Attrattività, intesa come capacità di attrarre nuovi abitanti e nuove imprese, di intercettare flussi turistici e di attrarre o trattenere nuovi talenti, funzionali ai nuovi  business e a supportare la transizione ecologica e digitale dei business esistenti.  La «Smart City», come visto, mette al centro l’ascolto del cittadino e il digitale rappresenta uno strumento che può abilitare un rapporto più efficace e più personalizzato. La «Smart City» è quindi la città che fa ricorso al digitale e ai nuovi media per migliorare l’ascolto e il dialogo con i cittadini e gli altri city-users.

I talenti vanno non solo mantenuti sul territorio, ma anche e soprattutto attratti, per alimentare l’economia digitale e creativa e i nuovi business. E’ un’azione direttamente collegata alla smart economy: se si vogliono far crescere le start-up, l’economia digitale e creativa, occorre che la città sia attrattiva per i talenti. Per questo la «smart city» deve abbinare iniziative di recupero sociale ad azioni di riqualificazione urbana per migliorare la qualità della vita e rendersi più attrattiva.

L’attrattività è stata misurata attraverso la combinazione di tre dinamiche: il saldo dei trasferimenti di residenza, e cioè i nuovi residenti, la presenza di studenti stranieri e fuori sede nelle sedi universitarie di ogni città, le nuove imprese insediate.

Lo Smart City Index è un ranking delle città intelligenti che si propone di misurare il livello di smartness coniugando centralità del cittadino, innovazione tecnologica e sostenibilità dei 109 comuni capoluogo di provincia definiti «primari» dall’ISTAT. Lo Smart City Index è costruito attraverso l’aggregazione di 323 indicatori, raccolti in 3 ambiti di analisi. Oltre il 30% dei dati utilizzati derivano da indagini svolte direttamente da EY; i restanti indicatori sono invece frutto di elaborazioni di dati provenienti da fonti istituzionali (ISTAT, GSE ecc.). EY raccoglie i dati attraverso un censimento puntuale delle iniziative di innovazione nelle città, analizzandone la pianificazione strategica e monitorando la diffusione dei servizi ponendosi nell’ottica dell’utente finale (cittadino, impresa, turista, ecc.). La scelta degli ambiti, degli indicatori e delle loro aggregazioni è stata effettuata dal Centro di Competenza per le Smart City di EY, con la collaborazione di professionisti ed esperti delle varie tematiche analizzate, al fine di poter descrivere al meglio i fenomeni di innovazione che si sviluppano nelle città.

Appare evidente come si stia affermando anche a livello nazionale la tendenza delle città ad essere sempre più a misura d’uomo. Di conseguenza l’Index 2025 ha posto l'accento sugli aspetti sociali, aggiungendo nuovi indicatori sull’inclusione e sulla sostenibilità dei comportamenti quotidiani, come le competenze digitali e le pratiche ecologiche dei cittadini. Partecipazione dei cittadini, riqualificazione dei quartieri, dinamiche sociali (povertà, lavoro, anziani), imprenditoria giovanile, femminile e straniera e le dinamiche di attrattività urbana. 

“Avremo modo di analizzare con attenzione i 323 indicatori di questo prezioso strumento conclude il presidente dell’Osservatorio Civico, che è anche presidente del Comitato Consultivo dell’Asp di Siracusa -  con l’obiettivo di continuare ad offrire un contributo costruttivo al bene comune della nostra amata città”. 


SERVE TRASPARENZA PER IL NUOVO OSPEDALE CHE E’ DI TUTTI GLI ABITANTI DELLA PROVINCIA DI SIRACUSA

 “Il parere espresso dall’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nella seduta dell’8 aprile scorso in merito al progetto definitivo relativo alla realizzazione del nuovo complesso ospedaliero di Siracusa, va analizzato in maniera chiara, trasparente, tenendo conto di tutti i riflessi che un’opera del genera provoca per la nostra realtà provinciale.

Abbiamo sempre sostenuto - dichiarano il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello, i due vice Donatella Lo Giudice e il coordinatore tecnico-scientifico Franco Cirillo - e lo confermiamo in maniera ancora più convinta ora, che il Nuovo Ospedale di Siracusa è di tutti i cittadini, appartiene a tutti coloro, abitanti di Siracusa e della sua provincia  che per tanti anni sono stati penalizzati da strutture sanitarie non all’altezza. 

Le 33 pagine del parere espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici riguardano, in maniera ovviamente dettagliata e puntuale, tutta una serie di aspetti che vanno dal cronoprogramma, al quadro economico, agli aspetti urbanistici e a quelli architettonici e relativi all’edilizia ospedaliera e sociosanitari, nonché geologici, idrologici e idraulici, ambientali, archeologici, sismici oltre a quelli strutturali. 

Riteniamo di fondamentale importanza che tutta la comunità provinciale, a partire dai sindaci, dai consigli comunali, dagli ordini professionali, dalla società civile, dal volontariato siano al corrente delle scelte che verranno prese e che incideranno sulla tutela della salute di ciascuno di noi e di chi verrà dopo di noi. 

Le 33 pagine del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dovrebbero quindi - concludono Salvo Sorbello, Donatella Lo Giudice, Alberto Leone e Franco Cirillo -  senza che questo comporti ulteriori perdite di tempo (se ne è già perso troppo in tutti questi anni) essere oggetto di veloce ma responsabile approfondimento, per evitare che, eventuali errori, possano poi comportare quei ritardi inaccettabili che stiamo purtroppo verificando in merito ad altre importanti opere pubbliche a Siracusa”.


UN IMPORTANTE PASSO AVANTI VERSO L’EFFETTIVA INCLUSIONE DEGLI STUDENTI CON DISABILITA’ E CONTRO IL BULLISMO

 Un importante passo avanti sulla strada dell’effettiva inclusione degli alunni con disabilità e della lotta al bullismo è stato fatto a Siracusa, dove è stato sottoscritto un innovativo protocollo d’intesa tra la dirigente scolastica del Liceo Corbino, scuola polo del Centro Territoriale di Supporto, Lilly Fronte ed il presidente dell’Osservatorio Civico e del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp di Siracusa, Salvo Sorbello. 

I Centri Territoriali di Supporto sono qualificate istituzioni scolastiche di riferimento per la consulenza, la formazione, il collegamento e il monitoraggio a supporto dei processi di inclusione, nonché per lo sviluppo, la diffusione e il  miglior utilizzo di ausili, sussidi didattici e di nuove tecnologie per la disabilità. Con la sottoscrizione del protocollo tra Lilly Fronte e Salvo Sorbello si intende procedere verso la creazione di una rete di solidarietà più ampia nei confronti delle persone fragili, troppo spesso lasciate sole e con pochi strumenti per tutelarsi. 

L’obiettivo è quindi  quello di promuovere la collaborazione tra scuole, enti locali, servizi sanitari del territorio, associazioni e altri attori attivi nel territorio, per favorire l'inclusione, così da operare in modo sinergico con la realtà locale a beneficio della comunità scolastica. 

Proprio per questo, alla firma del protocollo erano presenti, oltre alla vice presidente e alla segretaria dell’Osservatorio Civico, rispettivamente Donatella Lo Giudice e Cetty Moscatt, Lavinia Lo Curzio e Alessia Di Trapani, che coordinano la commissione per le attività culturali e sociali dell’Osservatorio. A testimoniare l’importanza del momento c’erano anche Maria Concetta Storaci, segretaria dell’Ordine regionale degli Assistenti sociali, Giancarlo Pavano, esperto di ANCI Sicilia per le Politiche Giovanili, Lisa Rubino, presidente del CoProDis (Coordinamento Provinciale Disabilità) e lo psicologo già dirigente Asp Alfonso Nicita.


La Fondazione S. Angela Merici è veramente un'Opera di Chiesa" o meglio, è la "Chiesa all'opera"!

 Ho avuto l’occasione di parlare con diversi protagonisti dell’incontro con Papa Francesco del 6 aprile dello scorso anno, in occasione dei 50 anni di fondazione. E in tutte le loro testimonianze ho colto come il filo conduttore è stato costituito dalla gratitudine per le parole del Santo Padre, che ha voluto sottolineare la predilezione della Madonna per Siracusa e la bellezza della missione portata avanti dalla Fondazione in questi decenni, superando difficoltà di ogni tipo (basti ricordare gli anni della pandemia) per stare sempre dalla parte degli ultimi, delle persone fragili. 

E ha fatto bene la Fondazione Sant’Angela Merici  a ricordare in questi giorni la figura di Francesco con una cartolina che riproduce il testo del discorso del Papa e l'opera pittorica realizzata dall'artista Angelo Moncada, con il volto di Francesco e del Fondatore Monsignor Salvatore Gozzo e raffigura in sintesi tutti i servizi erogati dalla Fondazione Sant’Angela Merici nei diversi centri in cui opera.

"La Fondazione S. Angela Merici è veramente un'Opera di Chiesa" o meglio, è la "Chiesa all'opera"! Che non si ferma, non si può fermare e non si vuole fermare, per essere ogni giorno all'altezza di rispondere ai bisogni di tutte le Persone che bussano alle nostre porte, senza distinzione alcuna, a partire proprio dai più fragili e deboli" ha detto don Alfio Li Noce, presidente del consiglio di amministrazione. "Nelle strutture della nostra Fondazione, la Persona non è solo accolta, curata o guarita: ma è "rigenerata" con amore, per amore! La Fondazione, in tutte le sue strutture, è uno "spazio di amore" in cui si accoglie e si solleva l'uomo, senza distinzione di religione, razza, sesso, età o ceto sociale. Il servizio e l'impegno quotidiano che la Fondazione S. Angela Merici mette in atto è espressione del coinvolgimento di tutti e cerca sempre di coniugare: scientificità e umanità, efficacia ed efficienza, economicità ed etica, didattica e ricerca, intelligenza e volontà, azione e fede.Tutta l'azione della Fondazione è finalizzata ed ha come unico obiettivo quello di rimettere al centro quei "Piccoli" che tendono a noi mani, sguardi, cuori o che semplicemente vengono consegnati a noi in un corpo segnato pesantemente dal limite fisico e mentale o da una condizione di vita particolare. Vivendo tutti i giorni con questi fratelli, impariamo quanto è importante "aiutare" affrontando le reali difficoltà, per proporre nella concretezza gesti e azioni che rispondono ad un'economia in cui prevale l'uomo e la persona sul capitale, un'economia che metta sempre al centro la persona, non il profitto. Si tratta di condividere non qualcosa, ma tutto ciò che siamo, tutto ciò che abbiamo, nella consapevolezza che condividiamo con i fratelli che incontriamo nel cammino, quanto il Buon Dio ci ha donato. E proprio Lei, Papa Francesco, con il Suo magistero, ci sospinge in questa direzione: tutti siamo fratelli e siamo chiamati ad investire in servizio, in amicizia, in attenzioni e soprattutto nell'andare incontro all'altro, chiunque esso sia! Nelle nostre strutture, abbiamo la possibilità di sperimentare la soddisfazione e la gratitudine di quanti vi approdano temporaneamente o stabilmente, per trovare non solo cure, ma anche amicizia, ristoro, sostegno e protezione".

Voglio anch’io ricordare come Francesco ribadiva, in ogni occasione, andando controcorrente,  la sua difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, la sua ferma condanna della cultura dello scarto, la necessità che quanti sono più fragili meritano di ricevere più attenzioni, più cure, più affetto, perché tutti hanno diritto a un futuro.

                              Salvo Sorbello - presidente del Forum delle Associazioni Familiari


TORNARE A STURZO

 

 TORNARE A STURZO di Salvo Sorbello

Da tanti anni ormai, da quando suoi concittadini come Peppino Azzaro e siracusani suoi seguaci, come Corrado Piccione, Neli Reale e don Alfio Inserra, mi hanno fatto conoscere ed apprezzare le sue opere, la sua instancabile attività di sacerdote in favore del nostro Paese e della libertà, don Luigi Sturzo è diventato per me qualcosa di più di un grande pensatore, di un autorevole uomo politico.

Posso serenamente affermare che don Sturzo, per il suo illuminante senso etico, per il suo limpido amore per la verità, ha rappresentato e rappresenta per me il maestro da interrogare anche per gli eventi della vita quotidiana. Ha scritto giustamente Oscar Luigi Scalfaro che "solo pensando a don Sturzo si è spinti, si deve essere spinti, a profondo esame di coscienza".

Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Sturzo, se non altro per ragioni anagrafiche. Tuttavia, sono innumerevoli le occasioni in cui mi sono fiduciosamente rivolto a lui come ad un padre spirituale, ad una guida morale, per riceverne consigli, indicazioni, suggerimenti per problemi di svariata natura, sia politica sia personale. Ed è proprio la straordinaria unione tra la concretezza del politico e la chiarezza dell'uomo di pensiero, che più colpisce quanti si accostano alla figura di don Luigi Sturzo.

Egli ci ha insegnato che se ci si trova davanti a problemi riguardanti la collettività, il bene comune, se si è chiamati ad una responsabilità e si pensa di potere, in tale responsabilità, essere utile alla comunità, non ci si può sottrarre, anche se dallo svolgimento di questi incarichi non deriverà altro che sofferenze, perdite economiche, sacrifici degli affetti familiari. E come ha acutamente evidenziato Marco Vitale, Sturzo ha testimoniato questo suo comandamento morale non con semplici parole ma con l'azione di tutta la sua vita, facendoci vedere che è possibile un retto uso del potere. Sturzo non fuggiva al potere, anzi lo cercava, non per sé ma per servire un'idea sociale e politica, lo cercava come atto di responsabilità, di servizio, come strumento per realizzare. Per una lunga parte della sua vita è stato del potere, comandando, guidando ed esercitando una forte influenza. "Ma io non so ricordare - continua Vitale - un solo episodio dove l'esercizio del suo potere sia stato al servizio di qualcosa di diverso del bene comune: il potere posto quindi al servizio della responsabilità e non di se stesso".

"Troppe liti sull'eredità di don Sturzo", ha scritto Pietro Scoppola sul "Messaggero" di qualche giorno fa.

Ma giustamente Gabriele De Rosa evidenzia che nessun partito può, ai nostri giorni, proclamarsi erede pieno ed esclusivo del sacerdote di Caltagirone. Anzi, la ragione vera dello scarso peso politico dei partiti dell'area cattolica sta nel non aver interpretato ed attuato correttamente il popolarismo sturziano. Sturzo è ancora un profeta inascoltato e proprio alla luce del suo insegnamento ci si rende conto come sia necessario rivedere l'ormai superata forma-partito, visto che quella attuale degenera spesso in partitocrazia (una delle tre malebestie condannate da Sturzo), per cui i soggetti principali non sono i cittadini ma organigrammi impersonali, lontano dai problemi e dal sentire della gente e che esercitano il potere in maniera verticistica.

Ci lascia comunque ben sperare che si parli di Sturzo, che ci si contenda il titolo di seguace del suo pensiero. Molti ricorderanno la risposta assi risentita di Berlusconi a quanti lo accusarono di voler strumentalizzare il sacerdote calatino, di non essere sincero quando sostenne di essere ispirato al patrimonio ideale strurziano al momento di fondare Forza Italia.

Una cosa appare in ogni modo certa, al di là delle polemiche: Sturzo è vivo ed attuale, dopo quarant'anni dalla sua morte. "Senza economia di mercato non c'è libertà politica" affermava Sturzo e ora anche Veltroni si dice d'accordo!

Bisogna quindi tornare a Sturzo ed è necessario farlo non per seguire la moda, oggi in voga, di proclamarsi, a parole, alfieri dell'antistatalismo e del liberalismo. Siamo tutti sturziani e tutti liberali! Anche se per verificare la veridicità di tante "solenni" affermazioni, che puzzano tanto di opportunismo, basterebbe ricordare che, per quanto riguarda la scuola, l'Italia è il Paese più statalista d'Europa, mentre Sturzo ammoniva: "finché la scuola italiana non sarà libera, gli italiani non saranno liberi".

Nonostante qualche battuta d'arresto il bipolarismo andrà sempre più affermandosi ed in tale contesto un ruolo essenziale potrebbero avere i "neo-popolari" sturziani che, proponendosi di rendere ancora vivo ed attuale l'Appello agli "uomini liberi e forti", intendano battersi per garantire l'ideale e l'identità del popolarismo riformista d'ispirazione cristiana, per cercare di colmare la preoccupante frattura, prodotta dalla partitocrazia, tra istituzioni, partiti e cittadini.

Noi torniamo a Sturzo perché siamo attratti dalla forza delle idee e dei suoi valori, ancora straordinariamente attuali, perché vogliamo sentirci meno soli, ma più liberi e più forti sul difficile cammino della ricostruzione morale e politica del Paese.



Protocollo d’intesa tra il Centro Territoriale di Supporto di Siracusa e l'Osservatorio Civico

 

Oggi la Giornata del Sollievo

 Oggi la Giornata del Sollievo, per aiutare chi non può guarire da una malattia ma va comunque assistito come prevedono le leggi.

“Portare sollievo” è uno dei primi obiettivi delle cure palliative, rivolte a coloro non possono “guarire” da una malattia, ma hanno il diritto a essere comunque assistiti.
Ma il bisogno della popolazione è tuttora coperto in misura ancora limitata, in Sicilia solo al 23%.
Anche a Siracusa, dove possiamo contare su personale sanitario di alto livello, c'è ancora tanto da fare per garantire a tutti il diritto all'assistenza.

giovedì 22 maggio 2025

SUPERARE I DIVARI TRA I SISTEMI SANITARI - SIRACUSA AL 104mo POSTO PER SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA

 Il presidente della Repubblica Mattarella è intervenuto ieri, ribadendo che per quanto riguarda la sanità «sono necessarie una strategia unitaria e la collaborazione tra le istituzioni per superare gli intollerabili divari tra i diversi sistemi sanitari regionali e per garantire una copertura universale e un accesso uniforme alle prestazioni sull’intero territorio della nostra Repubblica. Obiettivi irrinunciabili del Servizio sanitario nazionale». 

“Parole chiare, inequivocabili - dichiara il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello - e ricordiamo a tal proposito come in Sicilia non siano garantiti ai cittadini i livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea), le prestazioni e i servizi sanitari che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini. La nostra regione non raggiunge infatti la soglia della sufficienza, fissata in 60, nell’area della prevenzione (46,55) e in quella distrettuale (50,45) e la supera di poco, con 69,11, nell’area ospedaliera”.

“Fino a quando sarà accettabile che in Italia, a secondo della fortuna di dove si nasce, vi sia una aspettativa di vita (il numero di anni che mediamente una persona può attendersi di rimanere in vita) che può arrivare a quasi quattro anni di differenza? Se nasci a Siracusa hai una speranza di vita di 81,6 anni, di gran lunga inferiore rispetto a realtà come Firenze (84,7 anni), Milano (84,4) Roma (83,7), per non parlare degli 85 anni di Trento e di Bolzano. 

Non possiamo quindi che concordare con il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta quando afferma che prevenzione e promozione della salute rappresentano i pilastri per ridurre l’incidenza delle malattie e contribuire alla sostenibilità del SSN. Ma Cartabellotta evidenzia anche come, se da un lato i cittadini sono in lista di attesa per esami diagnostici non sempre appropriati, dall’altro sono in tantissimi a non aderire ai programmi di screening organizzati. Siamo pienamente disponibili - prosegue Salvo Sorbello, che è anche presidente del comitato consultivo aziendale dell’Asp di Siracusa - a sostenere lo sforzo organizzativo per far sì che cresca la adesione agli screening: servono maggiori informazioni, strategie di comunicazione efficaci e coinvolgimento attivo dei cittadini. Perché aderire agli screening organizzati significa diagnosi precoce, trattamento tempestivo delle lesioni pre-cancerose, un numero maggiore di guarigioni definitive, meno sofferenze per i pazienti, costi minori per il SSN e, soprattutto, meno decessi per tumore.

L’obiettivo - conclude Salvo Sorbello -  deve quindi essere quello di riavvicinare la sanità ai cittadini e al territorio, fornendo risposte adeguate in termini di assistenza e cure. 

Per evitare che nei prossimi anni la longevità nostra e delle future generazioni si riduca drasticamente, occorre incrementare la spesa per la sanità, tenendo conto soprattutto dei livelli di deprivazione e dei bisogni di cura delle regioni meridionali e della Sicilia in particolare. Non dimenticando mai che Siracusa continua a rimanere l’unico capoluogo siciliano che dispone di un ospedale risalente a più di 70 anni fa”. 


giovedì 15 maggio 2025

Nuovo ospedale di Siracusa, percorso ancora lungo

Abbiamo sempre tenuto un atteggiamento responsabile e costruttivo, non condividendo toni a volte troppo ottimistici ed evitando autoflagellazioni, in cui noi siracusani siamo campioni. In merito alle prescrizioni avevamo, per primi, evidenziato come non ci fosse un parere del tutto favorevole e che non bisognasse sottovalutarle, anche perché quello dell’accesso ad una struttura isolata, che si trova ad alcuni km dal centro abitato e collegata attraverso strade spesso intasatissime, ci sembra sia un aspetto molto sottovalutato. Su questo tema sarebbe in ogni caso opportuno un coinvolgimento del consiglio comunale, anche per le possibili implicazioni di carattere urbanistico. L’importante è che si proceda presto e bene, evitando polemiche e chiacchiere inutili. 

Salvo Sorbello presidente Osservatorio Civico 


giovedì 24 aprile 2025

PRENDE IL VIA L’ATTIVITA’ DEL NUOVO COMITATO CONSULTIVO ASP MIGLIORARE L’OFFERTA DI SALUTE IN PROVINCIA DI SIRACUSA

 PRENDE IL VIA L’ATTIVITA’ DEL NUOVO COMITATO CONSULTIVO ASP


MIGLIORARE L’OFFERTA DI SALUTE IN PROVINCIA DI SIRACUSA



Si è insediato il nuovo Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp di Siracusa, dopo l'elezione del presidente Salvo Sorbello. 

Si è trattato di un incontro molto articolato, che è servito anche per analizzare la situazione della sanità in provincia di Siracusa, grazie alla presenza del direttore generale Alessandro Caltagirone, insieme alla responsabile dell’Urp Adalgisa Cucè.

Il neo presidente Salvo Sorbello ha voluto innanzitutto ringraziare l’ing. Alessandro Caltagirone per  aver voluto, con la sua partecipazione alla prima riunione del nuovo Comitato Consultivo Aziendale, dare un segnale concreto e positivo di apertura alla società civile. 

Salvo Sorbello ha ricordato che siamo in attesa di avere notizie circa l’iter del nuovo ospedale di Siracusa ma che intanto nei prossimi mesi la sanità territoriale vedrà finalmente l’avvio dell’attività delle dodici case di comunità e dei quattro ospedali di comunità (a Siracusa, Noto, Lentini e Pachino), finanziati con i fondi del Pnrr. 

Sorbello ha inoltre messo in luce che nelle prossime settimane dovrebbe finalmente essere varato l’aggiornamento dei Lea (le cure che il SSN deve garantire a tutti i cittadini), sarà presto operativa la riforma della disabilità ed è tornato a chiedere il ritorno del reparto di oncologia a Siracusa. 

Il direttore generale dell’Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone ha voluto fare una cronistoria di quanto accaduto nella sanità siracusana a partire dal suo insediamento. Ha ricordato l’apertura del pronto soccorso e del padiglione di terapia intensiva, l’attivazione delle Cot (Centrali Operative Territoriali) e l’inizio dell’attività sperimentale della casa di comunità e dell’ospedale di comunità di Noto. 

“Sono state inoltre portate a termine ben seicento assunzioni, per contrastare in maniera efficace le annose carenze di organico - ha proseguito il direttore generale Asp -  e sono stati effettuati incisivi interventi per rendere più agevole l’accesso al pronto soccorso dell’Umberto I di Siracusa, con una sensibile riduzione dei tempi medi di permanenza. Abbiamo intenzione di svolgere ulteriori interventi per ridurre le liste di attesa (considerando anche sia l’appropriatezza della prescrizione medica, in sinergia con medici di famiglia e pediatri, e sia le visite prenotate ma alle quali i pazienti non si presentano), per incrementare l’adesione agli screening gratuiti per la prevenzione di tumori della cervice uterina, della mammella e del colon-retto e continuare ad aumentare il numero di posti letto attivi, con un miglioramento complessivo della qualità assistenziale, in particolar modo per le persone con disabilità, per le quali sono in programma delle innovazioni molto importanti”. 

“Confido molto nel fatto che un rapporto costante con il Comitato Consultivo Aziendale - ha concluso l’ing. Alessandro Caltagirone - possa contribuire, grazie a questo proficuo rapporto con la società civile,  a produrre altri significativi progressi nell’offerta di salute in provincia di Siracusa”. 

Sono poi seguiti gli interventi di numerosi rappresentanti delle tante associazioni presenti, che hanno segnalato delle problematiche, molte delle quali risalenti per la verità a diversi anni addietro ed evidenziato allo stesso tempo possibili soluzioni. Tra le altre, sono stati evidenziati aspetti relativi ai pasti per pazienti celiaci ricoverati in strutture ospedaliere, la necessità di prevedere idonei sistemi di accoglienza per persone con disabilità che devono ricorrere alle cure del pronto soccorso, l’attuazione dell’art. 14 della legge 328 per i progetti di vita dei disabili, una serie di gravi inconvenienti a Lentini. 

Nei prossimi giorni il Comitato Consultivo Aziendale presieduto da Salvo Sorbello, che intende imprimere far crescere il rapporto tra società civile ed Asp,  tornerà a riunirsi, per programmare la sua attività e costituire dei gruppi di lavoro su singole materie, così da poter offrire il proprio contributo in maniera organica e propositiva. 


lunedì 31 marzo 2025

RECORD NEGATIVO DI NUOVI NATI A SIRACUSA

 RECORD NEGATIVO DI NUOVI NATI A SIRACUSA


L’inverno demografico ha raggiunto anche da noi dimensioni da allarme rosso, con impatti ormai evidenti anche per l’economia e il welfare - dichiara il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello - la popolazione di Siracusa continua a diminuire e lo scorso anno sono nati soltanto 665 bambini (336 i maschi e 329 le femmine). Anche quella della provincia cala ancora, arrivando a 382.690 persone, con una forte diminuzione rispetto alle 404 mila di qualche anno fa. 

In tutta provincia sono nati 2460 bambini (1191 femmine, 1269 maschi), mentre i morti sono stati 4424, con un saldo naturale negativo di circa 2mila persone. 

Mettere al mondo un figlio oggi è una scelta che non ha nulla di scontato - rileva Salvo Sorbello -  certo, ci sono le oggettive condizioni di incertezza economica dei giovani rispetto a lavoro, casa, futuro, ci sono la mancanza di servizi, la penalizzazione che scontano le madri lavoratrici e l’inadeguatezza delle politiche di sostegno. Ma tutto ciò non basta a spiegare la drammatica situazione odierna.

Fare un figlio, beninteso - precisa il presidente dell’Osservatorio Civico -  deve sempre essere una libertà, non certo un obbligo. Ma rendiamoci conto che questa libertà porta benefici a tutti. Nessuno vuole convincere nessuno a fare figli: i figli si fanno perché si desiderano. Ma chi un figlio lo desidera, deve avere la libertà di poterlo fare. 

Oggi invece, anche nella nostra realtà locale - sottolinea Salvo Sorbello -  chi i figli non li vuole è libero di non farli — e ci mancherebbe! — mentre chi i figli li vuole non è libero di farli, perché fare un figlio è la seconda causa di povertà, dopo la perdita del lavoro. Non dimentichiamo che, secondo l’indagine che quantifica la propensione al risparmio delle famiglie a livello provinciale, a Siracusa siamo all’ultimo posto in Italia, le nostre famiglie hanno potuto risparmiare solo il 4,6% del loro reddito, evidenziando in tal modo una situazione di maggiore difficoltà nel mettere da parte risorse per il futuro.

La situazione economica generale è preoccupante e quella a livello locale, con la crisi del petrolchimico, lo è ancora di più. Mancano investimenti in alto valore aggiunto, si continua a procedere con interventi tampone, che fanno poco per la riqualificazione produttiva del nostro territorio nel lungo periodo. 

E manca la piena consapevolezza dell’importanza cruciale della costruzione del capitale umano: siamo da decenni esportatori di cervelli e rischiamo così di trasformarci in una terra di turismo e pensionati. 

Se c’è conciliazione vita-lavoro, un’occupazione stabile, sostegni economici, è chiaro comunque che tutto questo aiuta a fare i figli che si desiderano.In tale contesto è importante - conclude Salvo Sorbello - che i nostri Comuni partecipino al bando che scadrà giovedì prossimo, per la costruzione di nuovi asili nido o la riconversione di edifici pubblici non già destinati ad asili nido”. 


sabato 29 marzo 2025

PER IL NUOVO OSPEDALE DI SIRACUSA LA REGIONE SANCIRA’ DEFINITIVAMENTE IL DEA DI SECONDO LIVELLO

 PER IL NUOVO OSPEDALE DI SIRACUSA LA REGIONE

SANCIRA’  DEFINITIVAMENTE IL DEA DI SECONDO LIVELLO 


“Siamo molto fiduciosi che il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani saprà immediatamente superare le prescrizioni contenute nel parere del Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici del Ministero della Salute, riguardanti la realizzazione del Nuovo Ospedale di Siracusa”.

Così si esprimono i rappresentanti dell’Osservatorio Civico (il presidente Salvo Sorbello e i suoi due vice Donatella Lo Giudice e Alberto Leone), che ricordano come avessero “preannunciato che la seduta di giorno 24 del Nucleo di Valutazione sarebbe stata decisiva, dopo un fitto carteggio con la Regione Siciliana e un primo confronto, che era avvenuto il 24 febbraio. Il parere favorevole è infatti arrivato, ma con uno  stringente vincolo, consistente nel “rigoroso rispetto di alcune prescrizioni”. 

“Se da un lato può costituire un problema che sarebbe sbagliato sottovalutare, dall’altro può essere l’occasione per riconoscere finalmente a Siracusa quello che le compete in campo sanitario - precisano i dirigenti dell’Osservatorio Civico - In pratica alla Regione Siciliana dal Ministero della Salute viene sollecitato, “prima di poter essere ammessa al finanziamento, di adottare formalmente un atto che attesti il rispetto del DM 70 (Decreto Balduzzi) e che preveda nella programmazione della reta la presenza dell’ospedale di Siracusa come Dea di secondo livello, con la dotazione di posti letto e delle discipline dettagliate nell’intervento proposto”. 

Viene quindi chiesto alla Regione, come era peraltro ampiamente prevedibile, di mettere nero su bianco che l’ospedale di Siracusa sarà di secondo livello (rispetto al primo attuale) e siamo certi che il Governo Schifani, che contiamo sarà supportato dalla deputazione regionale - auspicano Sorbello, Lo Giudice e Leone -  non avrà alcun problema a tradurre in atti amministrativi idonei l’intento, più volte manifestato, di dotare la nostra provincia di un ospedale con i reparti necessari per tutelare efficacemente la salute dei cittadini della nostra provincia. Si scioglierà così, in maniera decisiva, un nodo che risale ad alcuni anni fa e che ha visto Siracusa penalizzata.

Servono per la verità anche altri due atti - concludono i rappresentanti dell’Osservatorio Civico che stanno seguendo passo passo l’iter del nuovo ospedale - ma certamente più semplici, relativi alla formalizzazione dei controlli dell’andamento della spesa e all’impegno in bilancio delle risorse necessarie e a garantire la copertura necessaria per la fornitura di tecnologie, arredi e attrezzature”.


martedì 25 marzo 2025

SALVO SORBELLO PRESIDENTE DEL COMITATO CONSULTIVO ASP DI SIRACUSA

 Salvo Sorbello, presidente dell’Osservatorio Civico, è stato eletto con l’80 per cento dei voti presidente del nuovo Comitato Consultivo dell’ASP di Siracusa, vicepresidente è stata eletta la presidente regionale AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) Cetty Moscatt.

L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea di insediamento del nuovo Comitato Consultivo aziendale, che si è svolta nei locali della Direzione Generale su convocazione del direttore generale dell’ASP di Siracusa Alessandro Caltagirone.

Del nuovo Comitato Consultivo fanno parte 24 associazioni di tutta la provincia di Siracusa che hanno presentato domanda e sono state ammesse a far parte dell’Organismo, rappresentanti del volontariato attivo nel campo sociale e sanitario. L’assemblea è stata coordinata dalla referente aziendale del Comitato Consultivo Adalgisa Cucè che ha il compito attraverso l’Urp di supportarne le attività così come previsto dalle norme di riferimento.

“Al nuovo Comitato Consultivo, ai rappresentanti delle associazioni componenti e ai nuovi vertici eletti – dichiara il direttore generale Alessandro Caltagirone – rivolgo il più cordiale benvenuto e gli auguri di buon lavoro. Il Comitato Consultivo aziendale riveste un importante ruolo all’interno dell’Azienda – aggiunge – per la partecipazione consapevole dei cittadini al miglioramento della

erogazione dei servizi sanitari, costituendo un importante anello di congiunzione tra le istanze di salute degli utenti e l’Azienda. Sarò lieto di incontrare il Comitato alla prima riunione operativa per recepire le istanze ed affrontare tutti gli aspetti di maggiore interesse degli utenti”.

Nel ringraziare le associazioni per la fiducia, il presidente Salvo Sorbello ha tracciato le linee di programma delle prossime attività del Comitato con particolare attenzione verso la sanità territoriale, il nuovo ospedale di Siracusa e la riforma della disabilità che sta per entrare in vigore.

Salvo Sorbello, che è stato apprezzato amministratore comunale di Siracusa e responsabile nazionale dei comuni italiani per le politiche familiari e per le persone con disabilità, è anche collaboratore della nostra testata. Con l’Osservatorio Civico ha avviato un monitoraggio costante dell’iter del nuovo ospedale di Siracusa e di altre strutture sanitarie, come il padiglione realizzato all’interno dell’Umberto I, costato circa sette milioni e rimasto per alcuni anni inutilizzato. In cima all’azione attuale dell’Osservatorio Civico, guidato da Salvo Sorbello, Donatella Lo Giudice e Alberto Leone è il ritorno, dopo cinque anni, del reparto di oncologia da Avola a Siracusa e l’apertura di oncoematologia nel capoluogo. 


giovedì 13 febbraio 2025