“Continuiamo a non essere una città smart - dichiara il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello - Siracusa occupa soltanto l’89mo posto nella classifica nazionale su come evolvono le città italiane di fronte alle sfide di sostenibilità, digitalizzazione e inclusione”.
Secondo l’Ey Smart City Index 2025, giunto alla sua settima edizione, che traccia una mappa aggiornata dello sviluppo urbano delle 109 città capoluogo italiane misurando il livello di “smartness” attraverso 323 indicatori, valutando investimenti, infrastrutture secondo tre assi: transizione ecologica, transizione digitale e inclusione sociale, la nostra città si trova purtroppo nell’ultima parte della classifica. Vengono presi in considerazione, tra gli altri, fattori come mobilità sostenibile ed efficienza energetica e l’ambiente sostenibile, i comportamenti (auto non inquinanti, consumi energetici e produzione rifiuti, raccolta differenziata ecc). Nell’inclusione sociale, rispettivamente riqualificazione dei quartieri e attenzione alle fasce deboli e, tra i comportamenti, partecipazione dei cittadini e imprenditori giovanile, femminile e straniera.
La Transizione Ecologica valuta come le città riducono l’impatto ambientale adottando energie rinnovabili, promuovendo la mobilità sostenibile e tutelando il verde urbano per affrontare i cambiamenti climatici. La Transizione Digitale esamina il livello di digitalizzazione e innovazione, analizzando l’accesso a tecnologie avanzate, la connettività e l’implementazione di servizi pubblici intelligenti. L’Inclusione Sociale misura l’equità e la coesione, considerando l’accessibilità a servizi fondamentali, la riduzione delle disuguaglianze e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni collettive. L’attenzione al fattore «human» da parte delle città copre principalmente tre ambiti: 1. Politiche e Dinamiche Sociali, intesa come attenzione verso le situazioni di potenziale disagio; spese sociali per determinate categorie di utenti (giovani, anziani, ecc.), attenzione al bilancio sociale anche da un punto di vista formale, capacità di erogare servizi on-line anche nell’area del disagio sociale, tradizionalmente «analogica»; strutture sanitarie capillari, per facilitare l’accesso alle cure e la risposta in caso di emergenza sanitaria (anche pandemica) 2. Digital engagement, inteso come capacità di instaurare un dialogo con i cittadini attraverso i nuovi media: piattaforme digitali di partecipazione (e-democracy), strumenti di Citizen Relationship Management (dalle app di segnalazione dei disservizi alla personalizzazione dei servizi), interazione sui Social Network. 3. Attrattività, intesa come capacità di attrarre nuovi abitanti e nuove imprese, di intercettare flussi turistici e di attrarre o trattenere nuovi talenti, funzionali ai nuovi business e a supportare la transizione ecologica e digitale dei business esistenti. La «Smart City», come visto, mette al centro l’ascolto del cittadino e il digitale rappresenta uno strumento che può abilitare un rapporto più efficace e più personalizzato. La «Smart City» è quindi la città che fa ricorso al digitale e ai nuovi media per migliorare l’ascolto e il dialogo con i cittadini e gli altri city-users.
I talenti vanno non solo mantenuti sul territorio, ma anche e soprattutto attratti, per alimentare l’economia digitale e creativa e i nuovi business. E’ un’azione direttamente collegata alla smart economy: se si vogliono far crescere le start-up, l’economia digitale e creativa, occorre che la città sia attrattiva per i talenti. Per questo la «smart city» deve abbinare iniziative di recupero sociale ad azioni di riqualificazione urbana per migliorare la qualità della vita e rendersi più attrattiva.
L’attrattività è stata misurata attraverso la combinazione di tre dinamiche: il saldo dei trasferimenti di residenza, e cioè i nuovi residenti, la presenza di studenti stranieri e fuori sede nelle sedi universitarie di ogni città, le nuove imprese insediate.
Lo Smart City Index è un ranking delle città intelligenti che si propone di misurare il livello di smartness coniugando centralità del cittadino, innovazione tecnologica e sostenibilità dei 109 comuni capoluogo di provincia definiti «primari» dall’ISTAT. Lo Smart City Index è costruito attraverso l’aggregazione di 323 indicatori, raccolti in 3 ambiti di analisi. Oltre il 30% dei dati utilizzati derivano da indagini svolte direttamente da EY; i restanti indicatori sono invece frutto di elaborazioni di dati provenienti da fonti istituzionali (ISTAT, GSE ecc.). EY raccoglie i dati attraverso un censimento puntuale delle iniziative di innovazione nelle città, analizzandone la pianificazione strategica e monitorando la diffusione dei servizi ponendosi nell’ottica dell’utente finale (cittadino, impresa, turista, ecc.). La scelta degli ambiti, degli indicatori e delle loro aggregazioni è stata effettuata dal Centro di Competenza per le Smart City di EY, con la collaborazione di professionisti ed esperti delle varie tematiche analizzate, al fine di poter descrivere al meglio i fenomeni di innovazione che si sviluppano nelle città.
Appare evidente come si stia affermando anche a livello nazionale la tendenza delle città ad essere sempre più a misura d’uomo. Di conseguenza l’Index 2025 ha posto l'accento sugli aspetti sociali, aggiungendo nuovi indicatori sull’inclusione e sulla sostenibilità dei comportamenti quotidiani, come le competenze digitali e le pratiche ecologiche dei cittadini. Partecipazione dei cittadini, riqualificazione dei quartieri, dinamiche sociali (povertà, lavoro, anziani), imprenditoria giovanile, femminile e straniera e le dinamiche di attrattività urbana.
“Avremo modo di analizzare con attenzione i 323 indicatori di questo prezioso strumento conclude il presidente dell’Osservatorio Civico, che è anche presidente del Comitato Consultivo dell’Asp di Siracusa - con l’obiettivo di continuare ad offrire un contributo costruttivo al bene comune della nostra amata città”.
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